Il futuro di Palazzo del Lavoro

Il futuro di Palazzo del Lavoro


La speranza era che prima o poi il Comune di Torino riuscisse a recuperare il capolavoro architettonico di Pier Luigi Nervi, costruito per l’Esposizione del 1961 e diventato uno dei monumenti della città, simbolo dell’abilità tecnica e progettuale di uno dei maestri del ‘900, una delle opere in cemento armato più belle e particolari costruite a Torino e non solo. Da anni è un vuoto contenitore, dimenticato da tutti, e utilizzato come deposito o come ultima risorsa quando si ha bisogno di uno spazio di grandi dimensioni (usato ultimamente per raccogliere il materiale elettorale durante le elezioni). Arrugginito e in stato di degrado e abbandono, a differenza del vicino Palazzo a Vela (che ha subito un restauro se pur molto discutibile)è stato completamente trascurato dai lavori di riqualificazione compiuti in vista delle Olimpiadi e dagli eventi successivi.

Doveroso sarebbe stato il suo recupero in vista dei festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia, in quanto la costruzione di questo Palazzo è stata realizzate a Torino proprio per i festeggiamenti del centenario dell’unità Italia nel 1961, una ricorrenza dunque perfetta per riportare il Palazzo del Lavoro agli antichi splendori. Meglio ancora sarebbe stato il recupero di tutta l’area di Italia’61, del giardino, del laghetto con la famosa monorotaia, zona che invece veste in uno stato di abbandono, diventando un triste simbolo di presagio per i prossimi festeggiamenti. A dispetto di ogni speranza e di ogni logica previsione, il Comune ha deciso di vendere questo gioiello architettonico, Stefano Ponchia del gruppo immobiliare Gefim, insieme con Fintecna, ha acquisito l’immobile attraverso la società Pentagramma, che hanno poi a loro volta stipulato un accordo con il colosso olandese Cório, specializzato nella grande distribuzione. Il futuro del Palazzo è quindi il seguente: verrà si recuperato e restaurato, ma solo per diventare un mega centro commerciale,con 23 mila metri quadri di negozi, bar, ristoranti. Il tutto per un totale di 140 milioni di euro, di cui dieci destinati alla casse del Comune, un modo facile e veloce per liberarsi del pesante e costoso problema del Palazzo del Lavoro, con la sua costosa manutenzione e la sua difficile riqualificazione.
Non sono contraria ai centri commerciali, o alla rfunzionalizzazione di opere architettoniche, era naturale che Palazzo del Lavoro necessitasse di nuove funzioni, di un nuovo ruolo all’interno della città, ma si poteva trovare qualcosa di meglio, qualcosa che esaltasse i suoi meravigliosi pilastri ad ombrello, che avvicinasse i cittadini alle bellezze dell’architettura, in modo da avere un bel Palazzo da guardare e da vivere.

Se è nato come padiglione fieristico non poteva essere destinato alle numerose manifestazioni che la città di Torino offre sempre più frequentemente e che vengono ospitate in luoghi che non possono tenere il confronto con la bellezza di quest’edificio?Ma forse oggi l’unico modo per rendere un posto vissuto e frequentato è quello di dotarlo di negozi e di vetrine.

Il progetto curato dall’architetto Alberto Rolla prevede che i lavori partano entro il 2011 per essere poi ultimati per il 2014.

Palazzo del Lavoro continuerà ad esserci,sarà rimesso a nuovo, ma rimarrà sempre la sensazione di aver perso un’importante occasione, un pezzo di storia e della città.

P.s. con i render sembra sempre tutto più figo.

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