Alice in Wonderland

Alice in Wonderland

Tim Burton è il mio regista preferito e “Alice nel Paese delle meraviglie” è un libro geniale, quindi quando ho sentito dell’uscita del film “Alice in Wonderland” prodotto dalla Disney non potevo esserne più felice. E invece poi una volta il cinema, il risultato è stato così deludente che mi sono addormentata in sala. Rivedendolo ora in dvd devo dire che un po’ l’ho rivalutato, anche se confermo il fatto che non è all’altezza degli altri film ideati da Tim Burton. Non si tratta della classica storia che tutti noi conosciamo di “Alice nel Paese delle Meraviglie”, ma di una specie di sequel, Alice ormai ventenne in procinto di prendere delle decisioni importanti per il suo futuro, ritorna nel Paese delle Meraviglie. Qui ritrova tutti i personaggi che noi conosciamo e che aspettano da tempo il ritorno di Alice, l’unica in grado, secondo la profezia, di sconfiggere la perfida regina Rossa e far ritornare al potere la sorella buona, la leggiadra e dolce regina Bianca. All’inizio Alice crede di vivere un sogno, non si ricorda del suo precedente viaggio, e neanche gli altri credono in lei, pensano sia l’Alice sbagliata, ma con il susseguirsi degli eventi, finalmente Alice prende consapevolezza di sé stessa, di quello che può e deve fare, e riuscirà nella storica impresa, restituendo il potere alla regina Bianca. La storia è tutto sommato semplice, la crescita di una giovane donna, alle prese con un momento molto importante della propria vita, e che sfidando le convenzioni e il comune pensare, riesce a credere in se stessa, a realizzare i propri sogni e essere finalmente felice. Tutto questo avviene in un mondo magico, popolato da esseri assolutamente bizzarri, una regina Rossa capocciona che si circonda solo di altri personaggi con evidenti protuberanze fisiche, un cappellaio matto ancora più stravagante e fuori di testa del passato, una strega Bianca troppo mielosa per essere vera, l’immancabile coniglio bianco e i gemelli Pinco Pallo e Panco Pillo. Film troppo buonista, una trama semplice e personaggi poco caratterizzati, delle macchiette colorate che mancano di profondità, potrebbe anche essere passabile come film, se non stessimo però parlando del genio Tim Burton, dal quale si pretende decisamente di più.

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