Salone del libro:10 considerazioni da design blogger

Salone del libro:10 considerazioni da design blogger
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Maggio per gli amanti dei libri  a Torino è sinonimo di Salone Internazionale del Libro.

Sono tanti anni ormai che non manco quest’appuntamento (potete trovare qualche vecchio post qui), prima ci andavo con i miei compagni di scuola (ottima scusa ovviamente per perdere qualche ora di lezione) e ora con gli amici (ottima scusa per svagare un po’ e per perderci  tra i tanti colori degli stand del salone).

In realtà per diversi motivi non sono potuta essere presente alle due ultime scorse edizioni e quest’anno ero particolarmente contenta di poterci ritornare, così giovedì pomeriggio, proprio nel giorno di apertura, grazie ad un pomeriggio che si è rivelato libero all’ultimo minuto, sono corsa al Lingotto Fiere.

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Ecco qualche mia considerazione:

(mi scuso subito per la qualità delle foto fatte con il cellulare, ma se usavo pure la macchina fotografica non sarei riuscita a guardare i libri, ammirare le copertine, camminare, fotografare, pensare, comprare e tutto il resto)

1. Tutto cambia,ma tutto è uguale

Diciamo che potrei definirmi una habituè del Salone del Libro, essendoci andata per molti anni e cercando sempre di visitare, anche velocemente, ogni più piccolo stand.

Questo per dire che quest’anno una volta entrata, dopo pochi stand, già mi sono accorta di una cosa: che tutto cambia, ma tutto alla fine è uguale.

Certo ci sono libri nuovi, nuove edizione, qualche volto sconosciuto, ma ci sono anche le solite vecchie conoscenze: lo stand con i libri piccolissimi, tutta la sezione dedicate alle regioni d’Italia, lo stand delle varie guardie di finanza/carabinieri/vigili del fuoco (o cose simili), la zona dedicata alla Rai, i mega stand delle big (Feltrinelli/Mondadori), le piccole case editrici di settore che cercano in tutti i modi di farsi notare, gente che distribuisce qualsiasi specie di volantini cercando di convincerti ad andare a qualche evento.

Non fraintendetemi, non dico tutto questo con un tono polemico o senso di fastidio, anzi, a volte fa piacere avere qualche punto di riferimento e fa sorridere ritrovare “amici” che sono sempre lì da anni, che ti aspettano.salone1salone12

2. Design degli stand

Quest’anno sono andata al Salone con il mio senso critico, o meglio con il mio occhio da amante del design e camminando tra i vari tavoloni di libri ho riflettuto su una cosa: la struttura degli stand. Ora, io capisco che andare al Salone sia una spesa, che bisogni pagare per occupare lo spazio, per la trasferta ecc. ecc però un minimo l’allestimento lo vogliamo curare e personalizzare?!

No, amico editore, un tavolino con sopra i libri e qualche caramella e dietro una parete anonima non può bastare.

Non dico bisogni spendere cifre folli, a volte basta molto poco, un tocco di originalità, qualche idea, e si fa tutta un’altra figura.

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3. Libri e cucina

Che il cibo abbia invaso ormai ogni settore ve ne sarete già accorti, dalla tv, alla radio, ai giornali, ai convegni, fino anche al salone del libro.

Ovunque ti giri trovi libri di cucina, libri di ricette regionali, libri per diventare vegani, consigli per i vegetariani, biografie di cuochi famosi: è una vera invasione!

E se questo non bastasse c’è anche la Casa Cook-Book…..io vi ho avvisati.

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4.Principi

Ci sono libri che sono degli evergreen, ci sono sempre e vanno sempre di moda, tra questi ovviamente il Piccolo Principe, che sarà pure piccolo ma ha infiniti gemelli, tutti in giro per i vari stand. Ne trovate di tutte le taglie, tascabili, grandi illustrati, condensati (giusto le frasi più celebri) fino ad arrivare a quelli veramente mignon (ho fatto la foto, ma non essendoci nulla vicino non ci capisce la grandezza, ma credetemi sono grandi circa 7-8 cm).

Per la serie non avete scampo: prima o poi lo dovete comprare (e leggere).

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5. Siamo tutti artisti (stressati)

I primi che ho visto mi hanno fatto sorridere, i secondi li ho anche sfogliati, alla terza versione ho cominciato a fotografarli, per vedere alla fine quanti libri di questo genere avrei trovato.

Di cosa sto parlando?

Di quei famosi libri evidentemente ora tanto di moda, che vi aiutano a rilassarvi colorando.

Non vi preoccupate, se ancora non avete uno, al Salone non potete non trovarli, dovrete solo cercare di non stressarvi troppo nel decidere se comprare quello in 3d, quello per pensato per ritrovare la calma, quello con le città, quello con gli alberi, quello con i mandala, quello con le mongolfiere, quello con le carte da parati ecc ecc

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6.Puntare sui giovani

Si legge sempre di meno, non ci resta che puntare sulle nuove generazioni, sui giovani. E proprio a loro questo salone sembra dedicato.

Ci sono tantissimi libri pensati per i più piccoli, ne ho visti davvero di così belli, originali, curati, che ho dovuto trattenermi dal comprarli. Dato che mio figlio ora è nella fase che ancora se li mangia ho dovuto rimandare, ma appena sarà un po’ più grande già lo so che gli riempirò la stanza di libri (che guarderò ovviamente più io che lui).

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7. Cose che non capisco

Io non capisco molte cose, tra le quali vorrei segnalare questa mega gigantesca riproduzione di animale allo stand della Puglia e i soliti insistenti ragazzi che cercano di venderti corsi tipo quello di apprendimento rapido (o corso di memorizzazione o non so bene come si chiami, non ho buona memoria, forse dovrei farlo il corso).

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8. Lista dei desideri

Potessi, avessi cioè soldi e soprattutto posto dove metterli, comprerei valanghe di libri (e giuro li leggerei tutti).

Non potendo, devo trattenermi e pensare bene a cosa comprare.

Questa volta ho quindi solo comprato dei regali e stilato una lunga lista di desideri (se volete farmi un regalo sapete cosa comprare):

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9. Consigli

Non sono molto brava a dare consigli, per esperienza personale posso dirvi di cercare di andare o nel giorno di apertura e in quello di chiusura perchè meno affollato, nel weekend ovviamente c’è davvero tanta gente.

Tra le tante case editrici e gli stand io vi segnalo la mia preferita in assoluto: la #logosedizioni, ci sono tantissimi libri interessanti soprattutto quelli di arte e design.

Tra i souvenir: le tazze meditathe (le tazza non sono mai abbastanza) e i magneti con frasi simpatiche di Tic Edizioni

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10. Andare o non andare?

Assolutamente andare!

Il salone merita sempre di essere visto, passeggiare tra i libri, curiosare tra i libri e le copertine ( alcune sono meravigliose, avrei comprato i libri solo per poter esporre in casa le copertine) partecipare ai laboratori e agli incontri, sono tutte esperienze da provare. E poi la possibilità di trovare il libro della vita (quello che io cerco da sempre) vale assolutamente il viaggio.

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