Pannelli solari: come fare per rendersi energeticamente autonomi

Pannelli solari: come fare per rendersi energeticamente autonomi
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Subito dopo essermi laureata ho cominciato a lavorare in uno studio che si occupava tra le altre cose, anche della progettazione di impianti di pannelli solari.

Io non ero e non sono un’esperta, quindi non mi occupavo di questioni troppo tecniche (come la progettazione degli impianti veri e propri), ma realizzavo e controllavo alcuni documenti che bisogna presentare per le autorizzazioni, realizzavo relazioni e disegni.

Non sono rimasta molto tempo in quello studio, non era proprio il lavoro adatto a me, ma diciamo che un po’ mi è servito ad acquisire qualche nozione in merito ai pannelli solari, anche se ormai sono passati diversi anni e molte cose nel settore sono cambiate.

 I pannelli solari hanno sempre esercitato su di me un certo fascino.

Ho cominciato a studiare qualcosa all’università, nonostante io non sia così vecchia, ai tempi non erano ancora così diffusi e utilizzati.

L’idea di utilizzare una risorsa naturale come il sole per poter produrre energia è indubbiamente interessante sotto tanti punti di vista: dal minor impatto ambientale al risparmio economico.

Personalmente mi ha sempre molto incuriosito un aspetto legato ai pannelli solari: la possibilità, grazie al loro corretto utilizzo, di rendersi autonomi e autosufficienti rispetto ai fornitori dell’energia elettrica.

Mi spiego meglio: esistono in commercio oltre ai pannelli solari degli accumulatori per fotovoltaico pensati per immagazzinare l’energia elettrica prodotta durante la giornata e non utilizzata.

Uno dei grossi limiti dei classici impianti fotovoltaici è infatti il seguente: durante il giorno i pannelli solari attraverso le loro celle trasformano i raggi del sole in energia elettrica, convertono la radiazione solare in energia pulita che possiamo subito utilizzare per le nostre faccende quotidiane.

Ma se questa energia elettrica non viene utilizzata che fine fa?

Viene versata nella rete elettrica alla quale siamo agganciati, la quale poi provvederà a pagarci un corrispettivo economico per questa nostra donazione.

Gli accumulatori funzionano come delle batterie: invece di essere costretti a donare il surplus di energia elettrica che abbiamo prodotto, possiamo decidere di conservarlo e utilizzarlo in seguito al momento del bisogno.

Una soluzione decisamente utile e interessante!

Ovviamente un impianto di questo tipo, chiamato impianto fotovoltaico con accumulo, ha un certo costo. Oltre al prezzo dell’installazione c’è da considerare anche il costo della batteria (di questa esistono sul mercato diversi modelli e alternative).

Non sono in grado di fornirvi un’indicazione di prezzo precisa, ma posso consigliarvi di cliccare qui per ricevere fino a cinque preventivi gratuiti da aziende che si occupano di questa tipologia di impianti.

Con i preventivi alla mano sarete in grado di poter valutare meglio questo tipo di intervento.

Considerate anche i consumi e le abitudini della vostra famiglia: quanti siete in casa? qual è il vostro consumo annuo? quali sono le fasce orarie durante le quali consumate più energia elettrica?

I costi di installazione dell’impianto possono sembrarvi alti, ma dovete calcolare il vostro risparmio annuo. Con un accumulatore ed un impianto ben progettato potrete sfruttare appieno l’energia solare prodotta dai vostri pannelli, non avrete sprechi e non dovrete più preoccuparvi della rete elettrica dalla quale ora dipendete con tutte le sue tariffe, i vincoli e gli orari da rispettare!

Sarete finalmente autonomi, liberi da qualsiasi fornitore di energia.

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