La Triade se ne va

La Triade se ne va


Comincio col dire che le tre torri di Pomodoro della rotonda di Corso Maroncelli non mi sono mai piaciute molto, non c’è un motivo particolare, forse perché da subito sono diventate da bianche color smog, o forse perché richiamavano la decadenza del vicino Palazzo del Lavoro. Nonostante questo però, con il tempo mi sono abituata alla loro presenza, a quel loro marcare il territorio ed essere porte d’ingresso alla città. Mi piace anche molto l’idea che un artista come Pomodoro doni gratuitamente le sue opere alla città, e che la città si arricchisca della bellezza, delle suggestioni, e dei significati che le opere d’arte portano con sé. Le sculture hanno poi il pregio di poter dialogare in modo perfetto con la città, completano gli spazi urbani, e ne sottolineano alcuni aspetti. Per questo apprendo con molto dispiacere lo smantellamento della “Triade”, soprattutto perché il motivo principale è la mancanza di fondi per il loro restauro. Io capisco perfettamente la situazione di crisi che Torino, e non solo sta attraversando, ma alcuni tagli secondo me fanno più male che bene. Se la città si sta proponendo sempre di più come città d’arte, come capitale dell’arte contemporanea, non si possono fare certi passi indietro, eliminando un’opera di uno dei più grandi scultori, per mettere al loro posto le solite banali fontane.

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