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	<title>Film Archivi - ArsCity</title>
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	<title>Film Archivi - ArsCity</title>
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		<title>Il suono delle immagini:Metropolis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ars City]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jun 2014 11:10:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri sera dopo molto tempo sono tornata all&#8217;auditorium della Rai di Torino &#8220;Arturo Toscanini&#8221; per assistere ad uno spettacolo molto particolare, il secondo appuntamento del ciclo &#8220;Il suono delle immagini&#8221;. Si tratta di una rassegna di 5 film muti, capolavori che hanno fatto la storia del cinema riproposti in versione restaurata e con l&#8217;esecuzione della colonna sonora dal vivo da parte dell&#8217;Orchestra sinfonica Nazionale della Rai. Appena ho scoperto l&#8217;iniziativa ho subito prenotato i biglietti, mi incuriosiva molto l&#8217;idea di assistere ad uno spettacolo del genere e pensavo di sapere cosa mi attendeva, ma vi devo dire che lo spettacolo è stato superiore a qualsiasi mia aspettativa. Non avevo mai visto interamente un film muto (soprattutto uno lungo più di due ore) e in fondo in fondo pensavo potesse annoiarmi un po&#8217; e invece è stato uno spettacolo molto coinvolgente. Il film era Metropolis, nonostante si trattasse di una storia datata 1927 il film è incredibilmente attuale, la storica lotta di classe, la contrapposizione tra la massa dei lavoratori e l&#8217;elité dei padroni è purtroppo un tema sempre attuale, soprattutto oggi in tempo di crisi.  Tante poi le immagini entrate nella storia del cinema, Metropolis è uno di quei film che ha ispirato tantissimi registi e sceneggiatori, e fa quasi strano notare come molte trame di film recenti non si siano poi inventati niente di nuovo. L&#8217;automa realizzato da uno scienziato un po&#8217; folle e capace di assumere le sembianze di qualsiasi altro essere umano non vi sembra una storia già sentita molte volte? La musica è capace di sostituire parole, suoni, tante spiegazioni, riesce a creare pathos ed emozionare e a trasformare qualsiasi film. Un&#8217;esperienza davvero da provare, ancora due gli spettacoli in programma, tra i quali c&#8217;è Cabiria che festeggia quest&#8217;anno i suoi 100 anni. Per info &#160;</p>
<p>L'articolo <a href="https://arscity.com/2014/06/il-suono-delle-immaginimetropolis.html">Il suono delle immagini:Metropolis</a> proviene da <a href="https://arscity.com">ArsCity</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">Ieri sera dopo molto tempo sono tornata all&#8217;auditorium della Rai di Torino &#8220;Arturo Toscanini&#8221; per assistere ad uno spettacolo molto particolare, il secondo appuntamento del ciclo &#8220;Il suono delle immagini&#8221;. Si tratta di una rassegna di 5 film muti, capolavori che hanno fatto la storia del cinema riproposti in versione restaurata e con l&#8217;esecuzione della colonna sonora dal vivo da parte dell&#8217;Orchestra sinfonica Nazionale della Rai.</div>
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<p><a name="more"></a></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;" href="http://arscity.com/wp-content/uploads/2014/06/inizio-1024x768.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="http://arscity.com/wp-content/uploads/2014/06/inizio-1024x768.png" alt="" width="640" height="480" border="0" /></a></div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">Appena ho scoperto l&#8217;iniziativa ho subito prenotato i biglietti, mi incuriosiva molto l&#8217;idea di assistere ad uno spettacolo del genere e pensavo di sapere cosa mi attendeva, ma vi devo dire che lo spettacolo è stato superiore a qualsiasi mia aspettativa. Non avevo mai visto interamente un film muto (soprattutto uno lungo più di due ore) e in fondo in fondo pensavo potesse annoiarmi un po&#8217; e invece è stato uno spettacolo molto coinvolgente. Il film era Metropolis, nonostante si trattasse di una storia datata 1927 il film è incredibilmente attuale, la storica lotta di classe, la contrapposizione tra la massa dei lavoratori e l&#8217;elité dei padroni è purtroppo un tema sempre attuale, soprattutto oggi in tempo di crisi.</div>
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<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="http://arscity.com/wp-content/uploads/2014/06/metropolis-1024x768.png"><img decoding="async" src="http://arscity.com/wp-content/uploads/2014/06/metropolis-1024x768.png" alt="" width="640" height="480" border="0" /></a></div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"> Tante poi le immagini entrate nella storia del cinema, Metropolis è uno di quei film che ha ispirato tantissimi registi e sceneggiatori, e fa quasi strano notare come molte trame di film recenti non si siano poi inventati niente di nuovo. L&#8217;automa realizzato da uno scienziato un po&#8217; folle e capace di assumere le sembianze di qualsiasi altro essere umano non vi sembra una storia già sentita molte volte?</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;" href="http://arscity.com/wp-content/uploads/2014/06/fotogrammi-1024x768.png"><img decoding="async" src="http://arscity.com/wp-content/uploads/2014/06/fotogrammi-1024x768.png" alt="" width="640" height="480" border="0" /></a></div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">La musica è capace di sostituire parole, suoni, tante spiegazioni, riesce a creare pathos ed emozionare e a trasformare qualsiasi film. Un&#8217;esperienza davvero da provare, ancora due gli spettacoli in programma, tra i quali c&#8217;è Cabiria che festeggia quest&#8217;anno i suoi 100 anni.</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">Per <a href="http://www.orchestrasinfonica.rai.it/dl/osn/simple/ContentItem-b41ccdbc-1fd8-4485-ab0b-59d0a8514970.html">info</a></div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;" href="http://arscity.com/wp-content/uploads/2014/06/Untitled-design-1-1-1024x768.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://arscity.com/wp-content/uploads/2014/06/Untitled-design-1-1-1024x768.png" alt="" width="640" height="480" border="0" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il video della settimana:Cinematics</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ars City]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2014 04:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con i film a me succede così, ci sono periodi durante i quali non riesco a vederne nemmeno uno, e poi mesi in cui vedo quasi un film al giorno, recupero il tempo perduto con classici e novità al cinema. Questo è un periodo ricco, complice il brutto tempo sto riuscendo a vederne un po&#8217; di più, cosi&#8217; quando ho scoperto questo video sulla storia del cinema, ho deciso di presentarvelo come preferito della settimana. Cinematics è un video simpatico realizzato dall&#8217;illustratore Pier Paolo, 25 icone del cinema che prendono vita e ci ricordano alcuni tra i film più belli e importanti della storia di questa forma d&#8217;arte moderna. Riuscite a riconoscerli tutti?</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">Con i film a me succede così, ci sono periodi durante i quali non riesco a vederne nemmeno uno, e poi mesi in cui vedo quasi un film al giorno, recupero il tempo perduto con classici e novità al cinema.</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">Questo è un periodo ricco, complice il brutto tempo sto riuscendo a vederne un po&#8217; di più, cosi&#8217; quando ho scoperto questo video sulla storia del cinema, ho deciso di presentarvelo come preferito della settimana.</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"></div>
<div style="text-align: center;">Cinematics è un video simpatico realizzato dall&#8217;illustratore <a href="http://www.pierpaolo.tv/">Pier Paolo,</a> 25 icone del cinema che prendono vita e ci ricordano alcuni tra i film più belli e importanti della storia di questa forma d&#8217;arte moderna.</div>
<div style="text-align: center;">Riuscite a riconoscerli tutti?</div>
<div style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" src="//player.vimeo.com/video/86083265" width="500" height="281" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></div>
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		<title>Video della settimana:Tim Burton</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ars City]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2012 04:00:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Film]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da grande appassionata del cinema di Tim Burton non potevo farmi sfuggire questi due simpatici video legati entrambi in qualche modo, al famoso regista. Il primo video è realizzato dal belga Martin Woutisseth e ripercorre la carriera di Tim Burton presentando con animazioni brevi, precise e molto curate tutti i suoi film. Il secondo video di animazione è molto più particolare, si parla sempre dei film del regista americano, ma questa volta i riferimenti sono più sottili, vengono presi alcuni elementi tipici dei suoi film, soprattutto quelli di animazione, e vengono mischiati insieme per creare un originale tributo ad un regista geniale come Burton. Ingredienti, immagini, animali, teschi, ossa, figure sinistre, tutto viene mescolato nelle giuste proporzioni per dar vita ad una torta al cioccolato gustosa e inquietante allo stesso tempo. Il titolo è &#8220;The Caketrope of Burton&#8217;s team&#8221; ed è realizzato da Alexandre Dubosc.</p>
<p>L'articolo <a href="https://arscity.com/2012/06/video-della-settimanatim-burton.html">Video della settimana:Tim Burton</a> proviene da <a href="https://arscity.com">ArsCity</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center;">
Da grande appassionata del cinema di Tim Burton non potevo farmi sfuggire questi due simpatici video legati entrambi in qualche modo, al famoso regista.<br />
Il primo video è realizzato dal belga Martin Woutisseth e ripercorre la carriera di Tim Burton presentando con animazioni brevi, precise e molto curate tutti i suoi film.</p>
<p><iframe loading="lazy" allowfullscreen="" frameborder="0" height="300" mozallowfullscreen="" src="http://player.vimeo.com/video/42266114?color=7d7d7d" webkitallowfullscreen="" width="400"></iframe></p>
<p>Il secondo video di animazione è molto più particolare, si parla sempre dei film del regista americano, ma questa volta i riferimenti sono più sottili, vengono presi alcuni elementi tipici dei suoi film, soprattutto quelli di animazione, e vengono mischiati insieme per creare un originale tributo ad un regista geniale come Burton.<br />
Ingredienti, immagini, animali, teschi, ossa, figure sinistre, tutto viene mescolato nelle giuste proporzioni per dar vita ad una torta al cioccolato gustosa e inquietante allo stesso tempo. Il titolo è &#8220;The Caketrope of Burton&#8217;s team&#8221; ed è realizzato da Alexandre Dubosc.</p>
</div>
<div style="text-align: center;">
<iframe loading="lazy" allowfullscreen="" frameborder="0" height="300" mozallowfullscreen="" src="http://player.vimeo.com/video/42706538" webkitallowfullscreen="" width="400"></iframe></div>
<p>L'articolo <a href="https://arscity.com/2012/06/video-della-settimanatim-burton.html">Video della settimana:Tim Burton</a> proviene da <a href="https://arscity.com">ArsCity</a>.</p>
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		<title>Alice in Wonderland</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ars City]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EXTRA]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tim Burton è il mio regista preferito e “Alice nel Paese delle meraviglie” è un libro geniale, quindi quando ho sentito dell’uscita del film “Alice in Wonderland” prodotto dalla Disney non potevo esserne più felice. E invece poi una volta il cinema, il risultato è stato così deludente che mi sono addormentata in sala. Rivedendolo ora in dvd devo dire che un po’ l’ho rivalutato, anche se confermo il fatto che non è all’altezza degli altri film ideati da Tim Burton. Non si tratta della classica storia che tutti noi conosciamo di “Alice nel Paese delle Meraviglie”, ma di una specie di sequel, Alice ormai ventenne in procinto di prendere delle decisioni importanti per il suo futuro, ritorna nel Paese delle Meraviglie. Qui ritrova tutti i personaggi che noi conosciamo e che aspettano da tempo il ritorno di Alice, l’unica in grado, secondo la profezia, di sconfiggere la perfida regina Rossa e far ritornare al potere la sorella buona, la leggiadra e dolce regina Bianca. All’inizio Alice crede di vivere un sogno, non si ricorda del suo precedente viaggio, e neanche gli altri credono in lei, pensano sia l’Alice sbagliata, ma con il susseguirsi degli eventi, finalmente Alice prende consapevolezza di sé stessa, di quello che può e deve fare, e riuscirà nella storica impresa, restituendo il potere alla regina Bianca. La storia è tutto sommato semplice, la crescita di una giovane donna, alle prese con un momento molto importante della propria vita, e che sfidando le convenzioni e il comune pensare, riesce a credere in se stessa, a realizzare i propri sogni e essere finalmente felice. Tutto questo avviene in un mondo magico, popolato da esseri assolutamente bizzarri, una regina Rossa capocciona che si circonda solo di altri personaggi con evidenti protuberanze fisiche, un cappellaio matto ancora più stravagante... </p>
<p><a class="readmore" href="https://arscity.com/2011/11/alice-in-wonderland.html">Continua a leggere</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://arscity.com/2011/11/alice-in-wonderland.html">Alice in Wonderland</a> proviene da <a href="https://arscity.com">ArsCity</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-n9hIuh8FNro/Tq7NnZ2D4mI/AAAAAAAACA0/ZtG8XYz8iAY/s1600/alice_in_wonderland_poster_2.png"><img decoding="async" style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 289px; height: 400px;" src="http://arscity.com/wp-content/uploads/2011/11/alice_in_wonderland_poster_2.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5669695057742258786" /></a>Tim Burton è il mio regista preferito e “Alice nel Paese delle meraviglie” è un libro geniale, quindi quando ho sentito dell’uscita del film “Alice in Wonderland” prodotto dalla Disney non potevo esserne più felice. E invece poi una volta il cinema, il risultato è stato così deludente che mi sono addormentata in sala. Rivedendolo ora in dvd devo dire che un po’ l’ho rivalutato, anche se confermo il fatto che non è all’altezza degli altri film ideati da Tim Burton. Non si tratta della classica storia che tutti noi conosciamo di “Alice nel Paese delle Meraviglie”, ma di una specie di sequel, Alice ormai ventenne in procinto di prendere delle decisioni importanti per il suo futuro, ritorna nel Paese delle Meraviglie. Qui ritrova tutti i personaggi che noi conosciamo e che aspettano da tempo il ritorno di Alice, l’unica in grado, secondo la profezia, di sconfiggere la perfida regina Rossa e far ritornare al potere la sorella buona, la leggiadra e dolce regina Bianca. All’inizio Alice crede di vivere un sogno, non si ricorda del suo precedente viaggio, e neanche gli altri credono in lei, pensano sia l’Alice sbagliata, ma con il susseguirsi degli eventi, finalmente Alice prende consapevolezza di sé stessa, di quello che può e deve fare, e riuscirà nella storica impresa, restituendo il potere alla regina Bianca. La storia è tutto sommato semplice, la crescita di una giovane donna, alle prese con un momento molto importante della propria vita, e che sfidando le convenzioni e il comune pensare, riesce a credere in se stessa, a realizzare i propri sogni e essere finalmente felice. Tutto questo avviene in un mondo magico, popolato da esseri assolutamente bizzarri, una regina Rossa capocciona che si circonda solo di altri personaggi con evidenti protuberanze fisiche, un cappellaio matto ancora più stravagante e fuori di testa del passato, una strega Bianca troppo mielosa per essere vera, l’immancabile coniglio bianco e i gemelli Pinco Pallo e Panco Pillo. Film troppo buonista, una trama semplice e personaggi poco caratterizzati, delle macchiette colorate che mancano di profondità, potrebbe anche essere passabile come film, se non stessimo però parlando del genio Tim Burton, dal quale si pretende decisamente di più.</p>
<p>L'articolo <a href="https://arscity.com/2011/11/alice-in-wonderland.html">Alice in Wonderland</a> proviene da <a href="https://arscity.com">ArsCity</a>.</p>
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		<title>L’ultimo dei templari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ars City]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 07:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nicolas Cage ultimamente sta girando un sacco di film, forse ha bisogno di soldi, o forse si è molto affezionato a questi ruoli da eroi, personaggi forti, geniali, vincenti. Dovrebbe però fermarsi un po’ a riflettere sui copioni che gli propongono, perché non tutti i film sono ugualmente meritevoli, e il risultato non sempre dei migliori. Un conto sono i film della Disney, che possono piacere o no ma sono sempre di qualità, altri invece rischiano di essere mediocri, con trame surreali e finali banali. “L’ultimo dei templari” è un film senza infamia e senza lode, certo i templari ormai sono diventati di moda, ma per fortuna il film non è incentrato totalmente su di loro, sulle loro gesta o sul fantomatico tesoro. Si parla delle Crociate, della famosa arroganza cristiana nel voler sconfiggere e convertire gli infedeli, ma è soprattutto la storia personale di un uomo, un templare che per sbaglio uccide una donna e si accorge all’improvviso di quanto sangue innocente ha dovuto versare. Con il suo fedele compagno decide di andare via, di scappare, ma il suo passato non lo lascia libero, e si trova costretto a dover svolgere un’ultima missione, un ultimo lavoro per la Chiesa, per non essere più considerato un fuggitivo e ritrovare la pace perduta. Si tratta di portare una giovane, accusata di stregoneria, dal suo villaggio, ad un monastero, dove è custodito l’ultimo libro di Salomone, l’unico a contenere le formule necessarie per liberare la giovane e porre fine alla peste che sta decimando la popolazione. Un viaggio che si rileva essere più complicato del previsto, i contrattempi non mancano e oltre ai due templari si uniscono per la missione un prete, un uomo di fiducia del vescovo, una guida del luogo e un giovane desideroso di diventare templare. La giovane accusata... </p>
<p><a class="readmore" href="https://arscity.com/2011/11/lultimo-dei-templari.html">Continua a leggere</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-Bxc13rtPyXM/Tq7LI2h_wAI/AAAAAAAACAc/KBEG7lSQd-c/s1600/47536.jpg"><img decoding="async" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 309px; height: 400px;" src="http://arscity.com/wp-content/uploads/2011/11/47536.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5669692333843529730" /></a>Nicolas Cage ultimamente sta girando un sacco di film, forse ha bisogno di soldi, o forse si è molto affezionato a questi ruoli da eroi, personaggi forti, geniali, vincenti. Dovrebbe però fermarsi un po’ a riflettere sui copioni che gli propongono, perché non tutti i film sono ugualmente meritevoli, e il risultato non sempre dei migliori. Un conto sono i film della Disney, che possono piacere o no ma sono sempre di qualità, altri invece rischiano di essere mediocri, con trame surreali e finali banali. “L’ultimo dei templari” è un film senza infamia e senza lode, certo i templari ormai sono diventati di moda, ma per fortuna il film non è incentrato totalmente su di loro, sulle loro gesta o sul fantomatico tesoro. Si parla delle Crociate, della famosa arroganza cristiana nel voler sconfiggere e convertire gli infedeli, ma è soprattutto la storia personale di un uomo, un templare che per sbaglio uccide una donna e si accorge all’improvviso di quanto sangue innocente ha dovuto versare. Con il suo fedele compagno decide di andare via, di scappare, ma il suo passato non lo lascia libero, e si trova costretto a dover svolgere un’ultima missione, un ultimo lavoro per la Chiesa, per non essere più considerato un fuggitivo e ritrovare la pace perduta. Si tratta di portare una giovane, accusata di stregoneria, dal suo villaggio, ad un monastero, dove è custodito l’ultimo libro di Salomone, l’unico a contenere le formule necessarie per liberare la giovane e porre fine alla peste che sta decimando la popolazione. Un viaggio che si rileva essere più complicato del previsto, i contrattempi non mancano e oltre ai due templari si uniscono per la missione un prete, un uomo di fiducia del vescovo, una guida del luogo e un giovane desideroso di diventare templare. La giovane accusata di stregoneria è un personaggio molto ambiguo, e se il protagonista all’inizio del viaggio è sicuro della sua innocenza, lungo il tragitto sarà assalito da diversi dubbi, per assistere al gran finale una volta arrivati al monastero. Una trama per questo genere abbastanza originale, un Nicolas Cage come al solito dipinto come eroe vincente, ma alla fine un film che però non lascia niente se non qualche effetto speciale.</p>
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		<title>Basilicata coast to coast</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 07:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Film sulla Basilicata non c’è ne sono, nemmeno ambientati in questa regione, spesso completamente dimenticata sotto tutti i punti di vista, mai notizie su di lei, fatti di cronaca, o avvenimenti importanti, niente di niente, se non ci fosse Matera con i Sassi patrimonio dell’Unesco nessuno ne conoscerebbe l’esistenza. Per fortuna ci sono i lucani, e uno di essi, Rocco Papaleo, forse l’unico attore originario di questa regione ad avere raggiunto un certo successo, ha deciso di girare un intero film sulla Basilicata, facendo vedere le sue bellezze, i paesini, la natura spesso ancora incontaminata. Si tratta di una commedia molto originale e divertente, quattro uomini, un gruppo musicale che decide di partecipare ad un concorso e per dare maggiore risalto all’evento decidono di recarsi al paese dove si svolge la gara non con i soliti mezzi di trasporto, ma completamente a piedi. Un viaggio da costa a costa, da Maratea, famosa località turistica affacciata sul Tirreno, fino a Scanzano Jonico, paese bagnato invece dal mar Ionio, il tutto con un carretto trainato da un cavallo, tende, viveri e qualche pannello solare per caricare il cellulare per le emergenze. Quattro personaggi più o meno improbabili, un’insegnante di liceo ideatore del viaggio, un falegname che per le sue pene d’amore ha deciso di diventare muto, un giovane ragazzo bloccato dalle insicurezze e dall’ingombrante cugino, e un attore di belle speranze che non sa suonare niente ma serve per fare pubblicità al gruppo. A loro si unisce una giornalista disillusa, figlia di un politico importante che grazie a questa avventura ritroverà la gioia di vivere, di appassionarsi a qualcosa e forse anche l’amore. Un viaggio che è l’occasione per stare insieme, per far scoprire ad ognuno di loro non chi sono ma chi non sono, per capire cosa vogliono fare delle loro... </p>
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		<title>Crazy, Stupid, Love</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ars City]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 05:00:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Film]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un film che mi ha davvero sorpreso e conquistato, sono andata a vederlo senza tante aspettative, non mi aveva attirato più di tanto, ma per una volta non avevo scelto io il film da vedere. Una storia d’amore e di amicizia, una commedia divertente ma anche piena di dolcezza, romanticismo e di riflessioni profonde sulla crescita e su quello che davvero conta. Episodi che ruotano tutti intorno ad una famiglia, in crisi per via del tradimento della moglie con un collega, episodio che porterà il marito ad andare via di casa e trovare consolazione in un bar. Qui incontra un ragazzo, un vero latin lover, che decide di dare una mano a George, trasformandolo in un depresso uomo di mezza età ad un passo dal divorzio, in un affascinante e interessante conquistatore. Ma le avventure di una notte non sono quello che George vuole, sogna la sua famiglia, sua moglie e cerca lentamente di ricreare l’atmosfera di un tempo. Intorno a questa vicenda, assistiamo ai primi amori giovanili del figlio innamorato della sua anima gemella, la sua baby sitter, a sua volta invaghita di un uomo molto più grande di lui. A completare lo scenario il latin lover, che dopo mille donne, si trova suo malgrado di fronte al vero amore, una ragazza totalmente diversa dalle altre, che lo conquista portandolo addirittura a conoscere la sua famiglia. Intrecci tra i personaggi e vari colpi di scena rendono la narrazione frizzante, gag e situazioni divertenti rendono questo film molto piacevole, allegro ma non privo di profondità.</p>
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		<title>Ma come fa a far tutto?</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 05:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quando ho visto il trailer del film ho pensato: c’è Sarah Jessica Parker, si parla della capacità delle donne di essere Wonder woman, capaci di districarsi tra carriera, casa, figli e marito, due ottimi motivi per andare a vederlo. Si tratta di una commedia tutto sommato divertente, una classica famiglia americana, il padre architetto, due figli, e la mamma che lavora nel settore finanziario, una donna che cerca di fare bene il suo lavoro, alla ricerca di una promozione o di uno slancio per la sua carriera, ma allo stesso tempo divorata dai sensi di colpa per non poter passare abbastanza tempo con i propri figli che si lamentano spesso per la sua assenza. Una situazione comune a molte donne, problemi e angosce che molte condividono, e che si ritrovano perfettamente nel quadretto proposto nel film. Certo si tratta sempre di una commedia, quindi le situazioni assurde sono parecchie, come gli sbagli di email che generano divertenti equivoci, o le rivalità tra le mamme per il dolce più buono. Un film divertente, originale, da vedere insieme alle proprie amiche, o da far vedere insieme al proprio compagno per fargli capire (se ancora non lo avesse fatto) lo stress e la mole di lavoro alla quale siamo sottoposte noi donne, e che senza l’aiuto della parte maschile la famiglia non può reggere. Certo alcune cose sono irreali, un Pierce Brosnan che si innamora magicamente di noi nonostante i pidocchi presi dai bambini, e Sarah che corre per la città sui tacchi 12 mentre comincia a nevicare, con addosso solo una camicetta mentre tutti hanno guanti e giacconi, sono quelle situazioni che piacciono tanto a noi donne e che ci permettono di sognare.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-SLsvANlMeVc/ToXUUMq4tRI/AAAAAAAABxk/BPDRtPJ1KR4/s1600/ma_come_fa_a_far_tutto_locandina.jpg"><img decoding="async" style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 280px; height: 400px;" src="http://arscity.com/wp-content/uploads/2011/10/ma_come_fa_a_far_tutto_locandina.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5658161950324471058" /></a>Quando ho visto il trailer del film ho pensato: c’è Sarah Jessica Parker, si parla della capacità delle donne di essere Wonder woman, capaci di districarsi tra carriera, casa, figli e marito, due ottimi motivi per andare a vederlo. Si tratta di una commedia tutto sommato divertente, una classica famiglia americana, il padre architetto, due figli, e la mamma che lavora nel settore finanziario, una donna che cerca di fare bene il suo lavoro, alla ricerca di una promozione o di uno slancio per la sua carriera, ma allo stesso tempo divorata dai sensi di colpa per non poter passare abbastanza tempo con i propri figli che si lamentano spesso per la sua assenza. Una situazione comune a molte donne, problemi e angosce che molte condividono, e che si ritrovano perfettamente nel quadretto proposto nel film. Certo si tratta sempre di una commedia, quindi le situazioni assurde sono parecchie, come gli sbagli di email che generano divertenti equivoci, o le rivalità tra le mamme per il dolce più buono. Un film divertente, originale, da vedere insieme alle proprie amiche, o da far vedere insieme al proprio compagno per fargli capire (se ancora non lo avesse fatto) lo stress e la mole di lavoro alla quale siamo sottoposte noi donne, e che senza l’aiuto della parte maschile la famiglia non può reggere. Certo alcune cose sono irreali, un Pierce Brosnan che si innamora magicamente di noi nonostante i pidocchi presi dai bambini, e Sarah che corre per la città sui tacchi 12 mentre comincia a nevicare, con addosso solo una camicetta mentre tutti hanno guanti e giacconi, sono quelle situazioni che piacciono tanto a noi donne e che ci permettono di sognare.</p>
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		<title>La pelle che abito</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 05:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Anche se ho visto questo film già da qualche giorno, devo ammettere che ancora mi sto riprendendo. Si tratta infatti di un film non facile, una storia di disperazione, dolore, rabbia, sentimenti forti che possono portare facilmente alla follia, possono spingerci a gesti davvero drammatici.Alla tematica del dolore e della follia, Almodovar unisce anche diverse riflessioni etiche e sociali, quali sono i limiti della scienza, fino a dove l&#8217;uomo può spingersi nella manipolazione dei corpi, negli interventi di chirurgia estetica.Un film drammatico ma allo stesso tempo un thriller, un viaggio nella mente e nella vita del dottor Robert, brillante chirurgo plastico, vittima prima delle disgrazie della vita, e della sua follia vendicativa dopo.Un film cupo, impegnativo, ma decisamente da vedere, un piccolo capolavoro che non riuscirà a farvi rimanere indifferenti.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-7tYAQeBu-EY/ToCuTvo7xgI/AAAAAAAABxU/_q5wXUWYXIw/s1600/la-pelle-che-abito-locandina-italia_mid.jpg"><img decoding="async" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 280px; height: 400px;" src="http://arscity.com/wp-content/uploads/2011/10/la-pelle-che-abito-locandina-italia_mid.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5656712786206246402" /></a>Anche se ho visto questo film già da qualche giorno, devo ammettere che ancora mi sto riprendendo. Si tratta infatti di un film non facile, una storia di disperazione, dolore, rabbia, sentimenti forti che possono portare facilmente alla follia, possono spingerci a gesti davvero drammatici.Alla tematica del dolore e della follia, Almodovar unisce anche diverse riflessioni etiche e sociali, quali sono i limiti della scienza, fino a dove l&#8217;uomo può spingersi nella manipolazione dei corpi, negli interventi di chirurgia estetica.Un film drammatico ma allo stesso tempo un thriller, un viaggio nella mente e nella vita del dottor Robert, brillante chirurgo plastico, vittima prima delle disgrazie della vita, e della sua follia vendicativa dopo.Un film cupo, impegnativo, ma decisamente da vedere, un piccolo capolavoro che non riuscirà a farvi rimanere indifferenti.</p>
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		<title>Super 8</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 05:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Devo dire che se avessi letto meglio le recensioni di &#8220;Super 8&#8221; non sarei andata a vederlo, ma i nomi di Steven Spielberg come produttore e di J.J.Abrams come regista e sceneggiatore mi sembravano due motivi sufficienti e sono andata al cinema senza approfondire troppo. Ho adorato le serie televisive ideate da Abrams, soprattutto Alias e Lost, e mi incuriosiva molto un film suo, ma purtroppo a volte si hanno spiacevoli sorprese. La storia è quella di un gruppo di ragazzini che vivono con i loro problemi familiari in una piccola cittadina americana,siamo nel 1979, appassionati di cinema stanno girando un corto per un concorso occupandosi loro di tutto: regia, trucco, effetti speciali, trucco. Durante le riprese hanno la sfortuna di essere al posto sbagliato al momento sbagliato, un classico, l&#8217;episodio che gli cambia la vita. Dopo l&#8217;incidente ferroviario al quale assistono, cominciano infatti a verificarsi fatti strani, arrivano i militari a circondare la zona, le persone cominciano a sparire, strani fenomeni avvengono tra gli abitanti della cittadina, e i ragazzi cominciano ad indagare e scoprire tutti i segreti che si nascondono dietro quei strani oggetti caduti dal treno.Fino qua devo dire che il film è bello e coinvolgente, si sente la mano di Abrams, maestro nel ricreare queste atmosfere sospese, dove la quotidianità e il mistero si fondono alla perfezione, dove si cerca di capire cosa succede e si è totalmente coinvolti nel racconto.Personalmente non mi è piaciuta la parte della rivelazione, quando finalmente tutto è stato chiarito, ed è comparso un povero alieno imprigionato da anni dal governo e che riesce finalmente con l&#8217;aiuto dei ragazzi a ricomporre la sua navicella e tornare a casa. Un finale che mi ha deluso, mi ha ricordato ancora di più i film di Spielberg, uno su tutti E.T., e mi ha... </p>
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<p>L'articolo <a href="https://arscity.com/2011/10/super-8.html">Super 8</a> proviene da <a href="https://arscity.com">ArsCity</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-C4wWlBuQMNg/ToB8C9ArKBI/AAAAAAAABvE/g-WvyUPMjM4/s1600/super8proper052611.jpg"><img decoding="async" style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 270px; height: 400px;" src="http://arscity.com/wp-content/uploads/2011/10/super8proper052611.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5656657522156316690" /></a>Devo dire che se avessi letto meglio le recensioni di &#8220;Super 8&#8221; non sarei andata a vederlo, ma i nomi di Steven Spielberg come produttore e di J.J.Abrams come regista e sceneggiatore mi sembravano due motivi sufficienti e sono andata al cinema senza approfondire troppo. Ho adorato le serie televisive ideate da Abrams, soprattutto Alias e Lost, e mi incuriosiva molto un film suo, ma purtroppo a volte si hanno spiacevoli sorprese. La storia è quella di un gruppo di ragazzini che vivono con i loro problemi familiari in una piccola cittadina americana,siamo nel 1979, appassionati di cinema stanno girando un corto per un concorso occupandosi loro di tutto: regia, trucco, effetti speciali, trucco. Durante le riprese hanno la sfortuna di essere al posto sbagliato al momento sbagliato, un classico, l&#8217;episodio che gli cambia la vita. Dopo l&#8217;incidente ferroviario al quale assistono, cominciano infatti a verificarsi fatti strani, arrivano i militari a circondare la zona, le persone cominciano a sparire, strani fenomeni avvengono tra gli abitanti della cittadina, e i ragazzi cominciano ad indagare e scoprire tutti i segreti che si nascondono dietro quei strani oggetti caduti dal treno.Fino qua devo dire che il film è bello e coinvolgente, si sente la mano di Abrams, maestro nel ricreare queste atmosfere sospese, dove la quotidianità e il mistero si fondono alla perfezione, dove si cerca di capire cosa succede e si è totalmente coinvolti nel racconto.Personalmente non mi è piaciuta la parte della rivelazione, quando finalmente tutto è stato chiarito, ed è comparso un povero alieno imprigionato da anni dal governo e che riesce finalmente con l&#8217;aiuto dei ragazzi a ricomporre la sua navicella e tornare a casa. Un finale che mi ha deluso, mi ha ricordato ancora di più i film di Spielberg, uno su tutti E.T., e mi ha lasciato con un pò di delusione, ma forse ripensando al finale di Alias me lo dovevo aspettare!</p>
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