A.B.O. THEATRON. L’Arte o la Vita in mostra al Castello di Rivoli

by Arscity
Il museo d’arte contemporanea Castello di Rivoli
Qualche settimana fa, indecisa su cosa fare e volendo tornare a visitare qualche museo, mi sono ricordata che da molti anni ormai, mancavo da uno dei musei più importanti della città e non solo: Il Castello di Rivoli.
Il castello di Rivoli è sede del Museo d’arte Contemporanea: un museo ospitato nella residenza sabauda del castello di Rivoli, in provincia di Torino, un edifico di interesse storico dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco.
Il Castello ha avuto una lunga storia travagliata, di un edificio fortificato, il “Castrum Riuollum”,se ne parla già nel 1159, ma l’edificio per come lo conosciamo noi, è stato progettato nel 1718 da Filippo Juvarra, anche se mai concluso.
Nel 1863 divenne caserma militare e durante la seconda guerra mondiale buona parte di esso venne distrutto; abbandonato per anni, nel 1946 fu adibito a casinò municipale, ma presto venne di nuovo dimenticato.
Solo nel 1979 cominciarono i lavori di restauro, che permisero al Castello di diventare il Museo d’arte Contemporanea che oggi conosciamo e che venne inaugurato il 18 dicembre del 1984.
Un lavoro di restauro importante e molto imponente, dovuto allo stato di grande abbandono che aveva creati gravi danni anche a livello strutturale.
La scelta del restauro fu quella di mantenere le testimonianze superstiti dando importanza a tutti i momenti della vita del Castello, partendo dall’interruzione del cantiere juvarriano, passando per il lavoro di fine settecento di Carlo Randoni sino agli interventi per i militari.
Un restauro intelligente e sincero, che ha reso onore a tutte le fasi storiche e ai cambiamenti dell’edificio, evitando falsificazioni e completamenti, rispettando l’architettura, che diventa immagine reale della storia e delle vicissitudini della struttura.
Esternamente come internamente sono stati conservati stucchi, cornici, dipinti danneggiati dalle ingiurie del tempo e dall’incuria degli uomini.
Negli anni il Castello di Rivoli è riuscito a diventare un punto di riferimento per l’arte contemporanea, grazie anche ad una serie di opere appartenenti alla sua collezione che sono ormai diventate iconiche come “Novecento” di Maurizio Cattelan, e “La venere degli stracci” di Michelangelo Pistoletto.
Ma anche per la cura e la qualità delle mostre che vengono organizzate e ospitate al Castello, a partire dalla prima mostra del direttore Rudi Fuchs del 1984 “Ouverture” che ospitava esponenti dell’Arte Concettuale e del Minimalismo come Carl Andre, Donald Judd e Bruce Nauman.


La mostra A.B.O. THEATRON. L’Arte o la Vita
Dopo la mostra dedicata ad Harald Szeemann nel 2019, organizzata in collaborazione con il Getty Research Institute di Los Angeles, Il castello di Rivoli continua il suo grande progetto dedicato ai più autorevoli curatori d’arte contemporanea del XX e XXI secolo: questa volta è il turno di Achille Bonito Oliva.
Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e il CRRI (Centro di Ricerca Castello di Rivoli) con la mostra A.B.O. THEATRON. L’Arte o la Vita, indagano la figura di uno dei più importanti storici dell’arte, critici e curatori contemporanei, Achille Bonito Oliva, con una mostra che si può visitare fino al 9 giugno e che io ti consiglio di vedere se hai la possibilità.
Comincio con il dire che la mostra mi è piaciuta davvero molto, non ero andata appositamente per visitarla e sinceramente all’inizio non mi ha entusiasmato, ma più proseguivo e più ero sorpresa dalla quantità e dalla qualità del materiale presente.

Attraverso la presentazione di una molteplicità di materiali d’archivio (cataloghi, libri d’artista, inviti, brochure, cartelle stampa, progetti e immagini di allestimento, corrispondenze private, registrazioni di trasmissioni televisive, documentazioni fotografiche e video e un’ampia parte della biblioteca personale, provenienti dall’Archivio di Bonito Oliva e da altri Archivi istituzionali e privati) A.B.O. THEATRON. L’Arte o la Vita intende celebrare l’importanza di Bonito Oliva anche per l’affermazione del ruolo del curatore nell’ambito dell’arte contemporanea.
Chi non conosce la sua carriera o lo ha solo sentito nominare senza mai affrofondire il suo lavoro, può attraverso questa mostra, ripercorre alcune della tappe più significative della sua lunga carriera.
È stato scelto di ricreare in qualche modo, alcune delle mostre che lui stesso ha curato nel corso degli anni: per fare questo sono state esposte opere d’arte di quelle mostre, insieme a materiale d’archivio che ne spiegnao il concept, gli allestimenti e testimoniano quanto fatto e successo in quel periodo.
Un viaggio emozionante tra il tempo e lo spazio, che ci permette di rivedere e rivivere in qulche modo, eventi ai quali non eravamo presenti.
Emerge in questo modo il suo lavoro di ricerca e di studio, ma anche gli aspetti più privati legati ai rapporti con gli artisti e gli altri operatori del settore.
Achille Bonito Oliva era ed è anche un personaggio pubblico di grande carisma e dalla forte personalità, basta vedere la sezione dedicata alle pubblicazioni, alle fotografie personali e al materiale televisivo: numerose sono le interviste, i programmi nei quali è intervenuto o che ha realizzato, senza contare le opere d’arte che lo ritraggono.
“È stata una continua scoperta e un grande privilegio” afferma Andrea Viliani, Responsabile e Curatore del CRRI “dedicarmi in questi due anni allo studio di un archivio ancora inedito quale quello che ricostruisce gli oltre sessant’anni di attività critica ed espositiva di Achille Bonito Oliva. La nostra mostra è una pietra miliare nell’ambito della programmazione del Castello di Rivoli e del suo CRRI dedicata ai più grandi curatori del XX secolo”.
Una mostra bella, corposa, intelligente che riesce davvero a raccontare qualcosa della vita e del lavoro di Achille Bonito Oliva, che informa e incuriosce, lasciandoti con la voglia di scoprire altro, di approfondire questa figura così poliedrica e affascinante.
Per tutte le info: castellodirivoli.org
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