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Carrie Mae Weems: la mostra “The Heart of the Matter”

Carrie Mae Weems: la mostra "The Heart of the Matter”

L’abbonamento Musei

Ho ripreso da qualche anno a questo parte, a fare l’Abbonamento Musei.
Per chi non lo conoscesse, si tratta si una tessera che permette di visitare gratuitamente o a prezzi ridotti, un gran numero di musei del Piemonte e non solo.

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Aver rifatto l’abbonamento, mi sprona a trovare il tempo per andare in giro per visitare nuove mostre, e soprattutto mi da l’occasione di scoprire nuovi artisti e le loro opere.

E il caso ad esempio della mostra organizzata da Gallerie d’Italia “The Heart of the Matter” dedicata all’artista di fama internazionale Carrie Mae Weems.


“The Heart of the Matter” di Carrie Mae Weems

Nota per le sue indagini fotografiche sui temi dell’identità culturale, del sessismo e dell’appartenenza di classe, la mostra è una retrospettiva che ripercorre le tappe fondamentale della carriera di questa artista, riuscendo attraverso l’esposizione delle opere più famose, a tracciarne un suo personale percorso spirituale e personale.

Presenti anche molti dei primi lavori di Weems, come la storica Kitchen Table Series (1990) e Museums (2006 – in corso); una selezione di progetti più recenti, come Scenes and Takes (2016) e Painting the Town (2021); e importanti installazioni video tra cui The Shape of Things (2021) e Leave Now! (2022).

Insieme, queste opere accompagnano i visitatori in un viaggio che abbraccia l’intero arco della sua carriera, mostrando la profondità e la varietà del suo linguaggio artistico.

Carrie Mae Weems

Personalmente mi ha colpito molto “Roaming”, fotografie che si interrogano sull’utilizzo dell’ architettura urbana come espressione del potere: qui vediamo l’alter ego dell’artista, una specie di musa sempre riconoscibile, anche se ripresa di spalle, una presenza lontana e rassicurante, che guida lo spettatore attraverso i luoghi e le epoche. 

“Tra me e il mio lavoro c’è una separazione minima. Io opero sempre come una partecipante e un’osservatrice dei miei lavori. Sono allo stesso tempo dentro e fuori, ed essere fuori mi consente di vedere i problemi ma anche di affrontarli con una certa risolutezza. E mi permette anche di notare una continuità di visione che è andata avanti per un lungo periodo di tempo”

Molto suggestiva anche “Preach” un’installazione che racconta le memorabili tradizioni di culto e di connessione spirituale degli afrodiscendenti statunitensi avvenute nel corso delle evoluzioni generazionale.

Carrie Mae Weems

Un progetto realizzato per questa esposizione su committenza originale, un’ambiziosa e intensa installazione che celebra le forme di culto profonde, appassionate e gioiose che definiscono l’esperienza della Chiesa nera di Weems, e al tempo stesso denuncia la violenza e l’oppressione che sono elementi inseparabili di questa storia.

“Ho scoperto di essere il punto di riferimento, e il punto di vista, che indirizzava l’osservatore verso persone come me nella storia. Poi ho capito che questo sé fotografico era una musa e una guida verso l’ignoto. Miracolosamente la musa si è evoluta superando la mia resistenza a fotografare le persone senza averne il permesso e, lungo questo percorso, ho scoperto un modo completamente nuovo di lavorare. In realtà, ho scoperto me stessa. Grazie a Dio”.

Le opere selezionate per questa mostra sottolineano il valore unico di Carrie Mae Weems nell’affrontare le complessità e le ingiustizie del mondo che ci circonda, radicando le sua fotografia in luoghi spesso esclusi dalle narrazioni: studi d’artista, piantagioni del sud degli Stati Uniti, spazi domestici, fino ad arrivare alle “istituzioni invisibili” nate come luoghi di culto della comunità nera durante le oppressioni, accostate a immagini di monumenti e musei che sono stati storicamente luoghi di esclusione.

Fino al 7 settembre alle Gallerie d’Italia a Torino, si può vedere la mostra Carrie Mae Weems: The Heart of the Matter, l’occasione per scoprire le opere di questa artista americana attraverso opere di grande profondità e ricche di suggestioni.


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