Open House 2026 Torino: cosa vedere

Open House 2026 Torino: cosa vedere

Open House: di cosa si tratta

Open House torna anche quest’anno con una nuova edizione che ci permetterà di entrare in case, palazzi e luoghi normalmente non accessibili, permettendoci di scoprire spazi e architetture spesso poco conosciuti.

Una manifestazione gratuita giunta alla sua nona edizione e in programma a Torino il 6 e 7 giugno.

L’idea di Open House nasce a Londra nel 1992 grazie alla fondatrice Victoria Thornton e, nel corso degli anni, si è diffusa in tutto il mondo. Oggi il network Open House Worldwide coinvolge oltre quaranta città distribuite in diversi continenti. In Italia partecipano oltre Torino, anche Milano, Roma e Napoli.

Dopo il grande successo delle passate edizioni, saranno ancora numerosissimi i luoghi aperti ai visitatori: edifici storici, architetture contemporanee, appartamenti privati, uffici, spazi verdi, strutture recuperate e luoghi normalmente chiusi al pubblico.

Open House 2026 Torino

Tutte le informazioni, i luoghi visitabili e le possibili prenotazioni richieste, si trovano sul sito www.openhousetorino.it

Open House rappresenta un’occasione unica per conoscere più da vicino il patrimonio urbano e architettonico della città, riscoprire la storia dei luoghi che viviamo ogni giorno e riflettere sul rapporto tra architettura, spazio pubblico e qualità della vita.

“Una città progettata meglio negli edifici, negli interni, nello spazio pubblico è una città capace di farci vivere meglio.”


Open House Torino

Cosa si può visitare a Torino durante Open House?

La lista completa di quest’anno non è stata ancora resa nota, ma nel corso delle ultime edizioni, i luoghi che si potevano visitare erano circa 130-150 distribuiti in tutta la città, confermandosi uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati di architettura, design e storia urbana.

Il programma comprende edifici storici, palazzi istituzionali, appartamenti privati, loft contemporanei, spazi industriali recuperati, studi di architettura, cortili nascosti e terrazze panoramiche normalmente non accessibili al pubblico.

Tra i luoghi che nelle scorse edizioni hanno registrato il maggior numero di richieste figurano il Turin UN Campus, il Palazzo della Regione Piemonte, alcune residenze private nel centro storico e sulla collina torinese, oltre ai rooftop panoramici e agli edifici Liberty aperti eccezionalmente per il festival.

Molte di queste visite, soprattutto quelle su prenotazione, esauriscono i posti disponibili in poche ore, confermando il grande interesse del pubblico per gli spazi più esclusivi e difficilmente visitabili durante l’anno.


Open House Torino 2026: cosa vedere

Due giorni e 150 luoghi da visitare, direi che il tempo è poco e che bisogna fare una selezione per decidere cosa vedere, occorre stilare un programma per potersi organizzare con gli spostamenti e con gli orari anche perché alcuni luoghi si possono visitare solo dietro prenotazione.

Allora come fare per decidere cosa vedere?

Sul sito di Open House trovate l’elenco di tutti i luoghi ed edifici che si possono visitare, sono raggruppati per quartieri o per tipologie di edifici e c’è anche una mappa per farvi vedere dove sono posizionati: un modo molto pratico e veloce per individuare facilmente edifici e posizione.

Per aiutarvi ho deciso di segnalarvi qualche luogo da visitare, in particolare mi sono concentrata sulle residenze private.

A chi non piace sbirciare un po’ nelle case degli altri?
Se poi le case in questione hanno arredati di design o sono state ristrutturate in maniera insolita e originale, la curiosità non può che aumentare!
Grazie ad Open House molte porte di abitazioni private verranno aperte.

1.Casa Crêuza de mä

Via Principessa Clotilde 89

Un piccolo appartamento di appena 37 metri quadrati trasformato in uno spazio creativo e ricco di atmosfera, dove colori, riflessi e dettagli architettonici richiamano il fascino dei vicoli sul mare. Il nome, ispirato alla celebre espressione genovese “crêuza de mä”, racconta fin da subito l’identità della casa: un luogo intimo e immersivo, caratterizzato da archi, superfici specchianti e contrasti cromatici decisi.

Il blu del corridoio e le tonalità calde della zona giorno accompagnano il visitatore in un ambiente originale, contemporaneo e lontano dagli schemi tradizionali.


2.Casa MOI(TO)

Via Giordano Bruno 190

Affacciato sulle grandi arcate in cemento dell’ex MOI, storico Mercato Ortofrutticolo all’Ingrosso costruito negli anni Trenta nell’area Lingotto, questo attico racconta una delle zone più trasformate della Torino contemporanea. Dalle finestre e dalla terrazza lo sguardo si apre sul complesso architettonico e sulla passerella olimpica con il celebre arco rosso, simboli della riqualificazione urbana avviata in occasione dei Giochi Olimpici invernali del 2006.

Gli interni della casa prendono ispirazione proprio dagli spazi industriali dell’ex mercato: archi, linee essenziali e dettagli contemporanei accompagnano il visitatore in un percorso tra arte e architettura. Gli ambienti si sviluppano come una sequenza fluida e dinamica che conduce verso l’affaccio del piano superiore, reinterpretando in chiave domestica il carattere aperto e monumentale dell’area industriale originaria.


3.Casa per Tre

Via Giovanni Battista Gandino 60/12

Nel cuore di un quartiere caratterizzato da piccole officine artigianali e laboratori storici, Casa per Tre si distingue per la sua architettura originale, che reinterpreta in chiave contemporanea alcuni elementi tipici dell’edilizia torinese, come il bow-window e i due abbaini. Linee essenziali, luce naturale e dettagli moderni dialogano con il contesto urbano circostante, creando un’abitazione dal carattere intimo e accogliente.

La visita rappresenta anche l’occasione per scoprire una zona meno conosciuta della città, lontana dai percorsi più turistici, dove il tessuto artigianale e la dimensione quotidiana del quartiere raccontano un volto autentico di Torino e del suo modo di abitare.


4.Casa Peschiera

Corso Peschiera 291

All’interno di un palazzo degli anni Settanta, questa abitazione nasce dalla fusione di due appartamenti originariamente frammentati, trasformati in uno spazio unico, luminoso e flessibile, progettato per adattarsi alle esigenze future di una giovane famiglia. Il fulcro della casa è il grande living centrale, dove una scenografica superficie in pietra separa e allo stesso tempo collega la zona giorno e gli ambienti più privati attraverso ampie porte-parete scorrevoli.

Gli spazi possono aprirsi o chiudersi a seconda dei momenti della giornata, creando un’atmosfera sofisticata e raccolta, dal gusto contemporaneo ma profondamente legato alla memoria familiare. Oggetti, souvenir e arredi provenienti da epoche e luoghi diversi costruiscono infatti un dialogo continuo tra passato e presente, tra Oriente e Occidente, dando vita a un ambiente elegante e personale.


5.La casa della domenica

Piazza Vittorio Veneto 1

Affacciata su , questa residenza di quattrocento metri quadrati custodisce il fascino delle grandi dimore storiche torinesi: soffitti a cassettoni dipinti, ambienti monumentali e una terrazza con vista sulla città.
La recente ristrutturazione ha però scelto di allontanarsi dall’idea di una casa troppo formale e dispersiva, trasformando gli spazi in un ambiente più funzionale, caldo e contemporaneo.

Il progetto introduce una serie di nuovi elementi in ferro e legno di betulla — dalla bussola d’ingresso al soppalco, fino alle pareti divisorie, alla cucina trapezoidale e all’illuminazione — che ridefiniscono gli ambienti con leggerezza ed equilibrio, senza cancellarne il carattere storico.

Il nome della casa rende omaggio a Franco Lucentini, che visse proprio in questo stabile e che, insieme a Carlo Fruttero, firmò il celebre romanzo La donna della domenica.


6.La casa di Carlotta Oddone

Via Cibrario 66

Questo appartamento di inizio Novecento si distingue per una ristrutturazione che utilizza il colore come filo conduttore dell’intero progetto. Pareti, tessuti, tappeti e dettagli decorativi si intrecciano in un equilibrio vivace ma armonioso, dando vita a spazi dal carattere intimo e personale.

Gli ambienti raccontano la quotidianità attraverso piccoli oggetti, libri, fiori e arredi scelti con cura, come frammenti di ricordi raccolti nel tempo. Le aperture interne e gli affacci sul quartiere creano continui giochi di prospettive e luce, rendendo la casa dinamica e accogliente.

A completare la visita, nascosto tra gli ambienti dell’appartamento, compare un piccolo giardino interno che aggiunge un inatteso angolo verde e silenzioso nel cuore della città.


7.B13 Home

Via Pietro Bagetti 13

In un edificio Liberty lungo Corso Francia, questo appartamento si distingue per un intervento che mette al centro la luce naturale e la trasparenza. Una vetrata interna di grande impatto ridisegna la percezione degli spazi, trasformando l’abitazione in un ambiente arioso e profondamente contemporaneo.

Gli elementi storici originali — parquet a spina italiana, porte d’epoca, soffitti decorati e piastrelle geometriche del corridoio — vengono valorizzati e messi in dialogo con inserti in vetro dallo stile industriale. Il contrasto tra materiali antichi e soluzioni moderne genera una composizione equilibrata, elegante e mai rigida.

La casa si sviluppa come un gioco continuo di riflessi e prospettive, dove la luce attraversa gli ambienti e ne sottolinea i dettagli, creando un’atmosfera sobria, sofisticata e accogliente.


8.Rifugio Urbano a San Salvario

Via Claudio Luigi Berthollet 11

In questa abitazione è facile lasciarsi colpire da dettagli diversi: la mescolanza di stili che emerge nei soffitti, il piccolo terrazzo affacciato sul cortile interno, le illustrazioni che decorano le pareti dando un carattere narrativo agli spazi. A questi si aggiungono scelte d’arredo dal tono ironico — come il guardaroba — e una ricca presenza di oggetti colorati che animano e personalizzano ogni ambiente.

Nel complesso, la casa si presenta come un rifugio dinamico e accogliente, espressione diretta della vita quotidiana di chi la abita. Un luogo caldo e vissuto, dove ogni elemento contribuisce a creare un’atmosfera familiare e piena di energia.


9.La casa dal pavimento verde

Via Palazzo di Città 7

A pochi passi da Piazza Castello, questo appartamento nasce da una sfida progettuale precisa: dare leggerezza e identità a uno spazio originariamente molto cupo. La ristrutturazione sceglie una palette essenziale, dominata dal bianco delle pareti e degli arredi, ma soprattutto da un pavimento in resina opaca di un delicato verde chiaro, che diventa l’elemento distintivo dell’intero progetto.

Il contrasto è fortissimo ma equilibrato: il nuovo intervento luminoso si confronta con il soffitto a cassettoni in legno scuro, elemento storico del palazzo e presenza scenica importante che viene mantenuta e valorizzata. Ne nasce un dialogo tra passato e contemporaneità, dove la luce e il colore alleggeriscono la materia senza cancellarne la memoria.


10.Tailor Made Home

Via Principe Amedeo 2

All’angolo con Via Roma, in un edificio degli anni Quaranta un tempo sede di un ufficio assicurativo, la ristrutturazione completa di questo spazio residenziale si concentra su una ricerca accurata di materiali e dettagli. Il progetto mette al centro il lavoro artigianale e le realizzazioni su misura, affidate a maestranze specializzate, con l’obiettivo di costruire un ambiente coerente e profondamente studiato.

L’intervento non si limita a ridisegnare gli spazi, ma costruisce un’esperienza abitativa immersiva, dove ogni elemento contribuisce a definire un’atmosfera continua e avvolgente. Il risultato è una casa che unisce precisione progettuale e sensibilità materica, trasformando un edificio storico in uno spazio contemporaneo e altamente personalizzato.

Tutte le info su www.openhousetorino.it

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