People meet in architecture

by Ars City

Si è conclusa con un record di visitatori la XII Biennale di Architettura di Venezia, dimostrazione del fatto che l’architettura continua ad essere un tema sempre più amato e seguito, basti pensare che gli architetti in Italia sono ormai più di 136.000, numeri che fanno dell’Italia il maggior produttore di architetti in Europa. Oltre ad avere uno straordinario afflusso di pubblico, ben 170.801 visitatori, la Biennale di quest’anno è stata anche la prima diretta da una donna, dall’architetto internazionale Kazuyo Sejima. Anche quest’anno mi sono recata a Venezia per la Biennale, personalmente è la quarta che vedo, e devo dire che non mi ha veramente convinto e entusiasmato. Non sono riuscita a trovare un filo conduttore, probabilmente è stato un mio limite, ma ho avuto l’impressione di essere ad una esposizione di arte contemporanea, con diverse installazioni, sperimentazioni, opere di contaminazioni tra mondi artistici diversi. Ho sentito la mancanza di una ricerca architettonica profonda, concreta, molti temi attuali non sono stati trattati se non in pochi casi, e le opere capaci di incuriosire e far riflettere sono state davvero poche.
– Junya Ishigami+associates (Giappone) con il tema “Architecture as air: Study for château la coste” ha vinto Leone d’Oro per il “Miglior Progetto della Mostra, People meet in architecture”. Si tratta di un edificio progettato per una sede europea le cui componenti principali si dissolvono nello spazio trasparente, le strutture risultano essere delle piccole parti, in questo modo l’edificio perde la sua forma per avvicinarsi ad essere vuoto. Personalmente è una delle opere che ho apprezzato di meno, l’effetto finale era molto poco chiaro, di poco impatto.
– Il Regno del Bahrain ha vinto il Leone d’Oro per la migliore “Partecipazione nazionale”, costruzioni in legno, un altro modo di fare architettura e vivere gli spazi. Esempi concreti di cosa si può realizzare, esempi concreti di architettura.
– OFFICE Kersten Geers David Van Severen + Bas Princen, (Belgio e Olanda), con il lavoro “Garden Pavilion” hanno vinto il Leone d’Argento. Fotografie raffigurante forme esistenti di spazi e strutture architettoniche anonime e vedute immaginarie dei progetti architettonici dello stufio OFFICE. Fotografie a me non pervenute, nel senso che non mi hanno detto nulla, senza infamia e senza lode.
-Amateur Architecture Studio (Cina) con “Decay of a Dome” ha ricevuto la menzione speciale: esempio di fusione tra forme dell’architettura occidentale e tecnologie costruttive orientali, una cupola costruita con una struttura leggerissima, tipica degli edifici cinesi tradizionali. La struttura è composta con un numero minimo di elementi, è facilmente montabile e trasportabile da chiunque perchè si basa principi costruttivi molto semplici. Un’opera che dimostra la ricerca di soluzioni strutturali alternative, ispirandosi ai grandi esempi del passato.
– Studio Mumbai (India) con “Work Place” ha ricevuto la menzione speciale: hanno ricreato un’ambiente a metà tra studio architettonico e bottega artigianale, il luogo dove tutto ha origine, dove la creatività trova la sua giusta forma. 
– Piet Oudolf (Paesi Bassi) con “Il Giardino delle Vergini”ha ricevuto la menzione speciale.
– Leone d’oro alla carriera allo straordinario architetto olandese Rem Koolhaas
– Leone d’oro alla memoria al giapponese Kazuo Shinohara
Meritevoli di nota a mio avviso anche la parte dedicata a Toyo Ito che ha esposto il progetto per il Taichung Metropolitan Opera House attualmente in costruzione, presentando anche tutti i modellini e gli studi fatti; 
e il Padiglione Italia, il quale si pone diverse domande, interrogativi che riguardano il futuro dell’architettura nel nostro Paese, esigenze impellenti, problemi che hanno bisogno di risposte, di soluzioni per migliorare la qualita architettonica delle nostre città. 
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