La Mole nascosta

by Ars City

Negli ultimi anni c’è da parte dei cittadini torinesi una grande attenzione alle novità architettoniche, ai progetti di nuovi edifici, alle proposte di riqualificazione e anche alla qualità degli arredi urbani. In particolare a far molto discutere sono stati i progetti di due nuovi grattacieli che comporterebbero un cambiamento significativo dello skyline della città, con nuovi edifici che si troverebbero a competere con il simbolo architettonico di Torino: la Mole.Proprio quest’ultima è stata oggetto di diversi dibattiti ultimamente, prima per via del collier tricolore in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, e ora per il progetto di un nuovo palazzo di sette piani che dovrebbe trovare collocazione proprio a fianco del famoso monumento, oscurandone in parte la vista ai cittadini e ai turisti.
Ora in via Riberi 6 angolo via Gaudenzio Ferrari 12 c’è un basso caseggiato in disuso di proprietà del Comune, e messo due anni fa in vendita con un’asta pubblica e acquistato per due milioni di euro. Il progetto è quello di riconvertire l’area a edilizia privata, abitazioni che devono però tenere conto del parere vincolante della Sovrintendenza,secondo la quale edificio deve integranrsi con il tessuto urbano esistente e lasciare uno scorcio libero per poter fotografare ed ammirare la Mole nella sua interezza da via Sant’Ottavio. Per ora la situazione è bloccata, il Comune ha detto sì al progetto di un edificio creando una variante al piano regolatore, che consente la riconversione del basso caseggiato ora esistente in alloggi privati, ma il progetto non è stato ancora reso esecutivo e la soprintendenza per i Beni architettonici non ha ancora dato il suo parere posisitvo. A rallentare il tutto anche le numerose proteste da parte dei cittadini e del Fai, contrari a vedersi togliere una parte importante della città, a vantaggio di un progetto che interesserà quelle decine di famiglie che potranno permettersi di alloggiare in questo costoso e lussuoso edificio.
Il progetto dello studio Negozio Blu Architetti Associati prevede la realizzazione di un condominio in vetro e ferro di sette piani,con un piano residence e gli altri destinati ad ospitare 15 appartamenti, tutti ovviamente di un certo prestigio, con finiture di pregio e realizzazioni artistiche.
Quando si tocca il cuore di una città, il centro storico, i suoi monumenti, si scatenano sempre forti discussioni e polemiche, bisognerebbe capire e conoscere a pieno il progetto e le intenzioni che ci sono dietro prima di gridare allo scandalo.Certo siamo abituati ad operazioni edilizie di dubbio gusto, che hanno spesso portato più danni che benefici, attente più ai risvolti economici che alla qualità architettonica, ma non sempre è così. C’è bisogno di un confronto e un dialogo serio e condiviso da tutti per arrivare a migliorare la città e renderla ancora più bella e affascinante.
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