La strada per il Ponte

La strada per il Ponte



Quando sento parlare del futuro Ponte sullo Stretto di Messina, inevitabilmente mi si disegna sulla faccia un sorriso sarcastico, dal sapore dolce e amaro. Sarà perché mi vengono in mente le parole della mia professoressa di scienze del liceo che ci elencava le numerose difficoltà ambientali presenti, dalle fortissime correnti, ai fenomeni sismici, e ai numerosi movimenti che quelle terre compiono in modo molto frequente. Ma forse il mio disappunto sull’opera in questione nasce da altre considerazioni, da riflessioni che nascevano in me quando mi trovavo nelle tipiche code della Salerno – Reggio Calabria che solo chi le ha vissute può conoscerle e comprenderle. Io da quando sono nata, quasi trent’anni fa (ma ancora non sono 30 specifichiamo), compio un lungo pellegrinaggio lungo le strade del nostro Paese per recarmi dal Piemonte alla Basilicata e alla Calabria. Essendo figlia di meridionali e avendo parenti e nonni ancora nei paesi d’origine mi sono recata spesso al sud, a volte anche tre volte l’anno, e quasi sempre in macchina, mezzo più comodo per una famiglia numerosa e utile per potersi spostare da un paesino all’altro. Ora, dopo tutti questi anni posso dire di avere acquisito una certa conoscenza di questo percorso, di queste strade, ho vissuto un sacco di situazioni, imprevisti vari, come maltempo, incidenti, code, possiamo dire che ne ho viste di tutti i colori. Come posso dire di aver visto tratti di strade interessate sempre dagli stessi tipi di lavoro, deviazioni che sono quelle da anni, tratti di code che caratterizzano alcuni percorsi e non altri, problemi che sono sempre quelli e che trasformano un viaggio in una e vera e propria odissea.

Io non sono contraria al Ponte sullo Stretto di Messina, anzi sarei anche ben lieta di vedere una bell’opera di ingegneria moderna nel nostro paese, ma il problema è un altro, oltre al fatto che in Italia è sempre difficile costruire un opera di un certo rilievo per via degli interessi politici-economici-mafiosi che ci girano intorno, non è pensabile di dedicarsi a un solo breve tratto di strada, quando per arrivare fino al Sud dello stivale si viaggia in maniera vergognosa.



Capisco che il prestigio che da la costruzione di un ponte di queste dimensioni non è paragonabile a quello ottenibile dalla sistemazione di semplici strade, ma a volte bisognerebbe anteporre il buon senso alle manie di grandezza e alla opere di pura propaganda.



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