L’oggetto del desiderio della settimana:l’ombrello Ginkgo

L'oggetto del desiderio della settimana:l'ombrello Ginkgo

Ormai è arrivato definitivamente l’autunno, e insieme al freddo inevitabilmente arriveranno anche quelle fastidiose e prolungate piogge che noi tutti ben conosciamo (soprattutto quelli che come me vivono nel grigio Nord d’Italia). Qualche settimana fa, il mio caro e fidato vecchio ombrello, comprato anni fa a Venezia, ha subito un piccolo incidente e mi ha dovuto abbandonare. Ora mi trovo alla ricerca di un nuovo ombrello, compito in verità non così facile, pensate mai a quanti ombrelli si rompano con grandissima facilità? Un colpo di vento, sistemi di aperture difettosi e in un attimo ci troviamo con un’ombrello rotto e con un doppio problema: trovarne uno nuovo per ripararsi dalla pioggia e buttare via quello vecchio, non sapendo mai bene in quale cassonetto buttarlo.Sono oltre 900.000 gli ombrelli  che ogni anno si rompono, vengono smarriti, e/o non vengono correttamente smaltiti. Proprio per questo Gianluca Savalli, studente del Politecnico di Milano e Federico Venturi designer, hanno ideato una nuova tipologia di ombrello, un prototipo che si dimostra essere molto più resistente rispetto agli ombrelli tradizionali, grazie al materiale utilizzato per la sua realizzazione: il polipropilene.

Grazie alle proprietà meccaniche di questa plastica è stato possibile ottenere un oggetto leggero, robusto e flessibile, in grado di sopportare urti e vento senza deformarsi o rompersi. L’utilizzo del materiale garantisce l’elasticità degli elementi (braccetti, pulsante di sblocco ecc) maggiormente sollecitati, che risultano essere i punti di maggiore debolezza negli ombrelli tradizionali. La razionalizzazione del numero dei componenti, ridotto dell’80%, ha portato ad un aumento dell’affidabilità e ad una semplificazione delle fasi di produzione e assemblaggio. 

L’ombrello Ginkgo  già vincitore del Idea to Product Competition Italy 2011, concorso indetto dal Politecnico di Milano per valorizzare i frutti della ricerca uiversitaria con il miglior potenziale sul mercato, si è ora aggiudicato il primo posto della selezione italiana del James Dyson Award, il premio indetto dall’omonima casa inglese per promuovere tra gli studenti di design una cultura dell’innovazione fatta di idee tangibili destinate a fare la differenza.
Un ombrello semplice,bello, resistente, robusto, flessibile, eco-sostenibile e riciclabile, l’unico difetto? é ancora un prototipo, ma speriamo di poterlo acquistare presto.

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Comments

  1. che innovativo, non lo conoscevo 🙂 che forte!

  2. anche secondo me l'idea è molto carina…bisognerà vederlo dal vivo 🙂

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